Nel futuro della farmacia c’è posto per lo human factor?

Agosto 2019

A inizio 2019 tra i designer e gli architetti di tutto il mondo si è tenuta una sfida importante: progettare la Farmacia del Futuro. Compito non facile per progettisti non specializzati nel settore farmacia, le cui peculiarità hanno sempre portato a non pochi problemi ed errori agli arredatori generalisti che si addentravano nel settore.  E i risultati del contest, ne sono un ottimo esempio.

Non è stato infatti infrequente che, nonostante le chiare indicazioni del contest di “realizzare un’ambiente che mettesse le relazioni umane al centro” (affermazione che, tra l’altro, è stato lo slogan di Cosmofarma 2019), questa indicazione fosse ignorata.  

Il risultato è stato un lungo elenco di progetti nei quali l’attività di farmacista veniva demandata a una “automazione estrema”, in cui l’ordine del farmaco avveniva non tramite una richiesta al farmacista ma tramite un click su uno schermo. Schermo sotto il quale era presente un’apertura dalla quale veniva fatto uscire il farmaco ordinato.

In un caso addirittura, la figura del farmacista è stata sostituita da uno schermo sul quale compariva un assistente virtuale, vestito da farmacista, che “interagiva” con il cliente facendogli domande come un qualsiasi assistente vocale che si trovi sul telefono. 

Certo, per bilanciare questa (grave) assenza di human factor, ovvero di fattore umano, gli ideatori di questi progetti avevano inserito altri elementi (secondo loro) sostitutivi, quali ad esempio bar, aree bimbi e sale fitness. Ma se c’è un punto su cui sicuramente non si può che essere d’accordo, è il fatto che il farmacista ricoprirà un ruolo sempre più importante nel processo di intermediazione tra il farmaco e il cittadino.

Perché il farmacista non è un commesso che può essere sostituito dalla tecnologia, come già accade in America in quei supermercati senza cassa.

È un professionista della salute, la cui vendita del farmaco gli permette di dare un valore economico alle proprie competenze, ai consigli dispensati e alle cure e attenzioni garantite ai cittadini.

Certo, l’automazione ci sarà, ma non sarà sostitutiva del farmacista, ma sarà uno strumento a supporto del farmacista e della sua relazione con il cliente. A breve, un articolo di approfondimento su questo importante tema.

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